La prima settimana di preparazione è ufficialmente iniziata e, dopo la pausa estiva, le ragazze della Clai Imola Volley sono tornate al lavoro tra campo, sala pesi e primi carichi da mettere nelle gambe.
Un avvio di stagione che non coinvolge soltanto squadra e staff tecnico: dietro ogni allenamento c’è il lavoro di diverse figure che, con competenze differenti, accompagneranno le atlete durante tutto il campionato.
In questi primi giorni abbiamo quindi dato la parola allo staff atletico e sanitario, per capire come si affronta l’inizio della preparazione e come cambierà il lavoro nel corso della stagione. A raccontarcelo sono il preparatore atletico Stefano Mengozzi, la nutrizionista Valentina Succi e le fisioterapiste Lucia Ricci e Alice Stella.
«Le prime quattro settimane saranno fondamentali»
Partiamo dalla preparazione fisica, con Stefano Mengozzi, per capire cosa succede nelle settimane in cui si costruiscono le basi per i mesi che verranno.
Come si gestisce il ritorno in palestra dopo la pausa estiva e da dove si parte per costruire la preparazione di un’intera stagione?
«In realtà sono in contatto con le ragazze già da circa otto settimane. Alcune seguivano un programma personalizzato, mentre altre hanno ricevuto una scheda da svolgere durante l’off season: un lavoro importante per arrivare all’inizio della preparazione con una buona base.
Allo stesso tempo credo sia fondamentale staccare anche mentalmente. Sono stato giocatore per tanti anni e so bene che, quando comincia la stagione, poi non ci si ferma praticamente più fino a maggio. L’obiettivo era quindi arrivare al 17 agosto preparate fisicamente, ma soprattutto con la testa pronta a ricominciare.»
Quanto viene personalizzato il lavoro in base alle singole atlete?
«Praticamente al 100%. Le schede sono costruite individualmente, dai carichi alla scelta degli esercizi, tenendo conto delle caratteristiche e delle abitudini di ciascuna atleta. Preferisco confrontarmi molto con le ragazze e trovare il lavoro più adatto a ognuna.»
Quali sono le qualità fisiche più importanti da allenare in una pallavolista?
«La pallavolo è uno sport davvero “full body”, quindi è difficile individuare una sola qualità predominante. Forza e potenza sono sicuramente fondamentali, ma bisogna lavorare su tutto il corpo senza dimenticare la prevenzione, soprattutto per ginocchia, anche, bacino e spalle.»
Come cambia il tuo lavoro durante la stagione rispetto alla preparazione estiva?
«Durante la stagione tutto viene programmato in funzione degli impegni agonistici. Il lavoro in sala pesi deve permetterci di arrivare nelle migliori condizioni possibili alla partita, adattandosi continuamente al calendario e agli eventuali turni infrasettimanali.»
Quanto è importante il confronto quotidiano con allenatore, fisioterapiste e resto dello staff?
«È fondamentale, perché possono emergere sensazioni o piccoli problemi da gestire rapidamente. Credo molto anche nell’armonia dello staff: se siamo coesi e lavoriamo tutti nella stessa direzione, questa fiducia arriva inevitabilmente anche alle ragazze.
C’è un momento della preparazione che consideri particolarmente delicato?
«Sicuramente le prime quattro settimane, nelle quali lavoreremo molto sul volume e sul condizionamento, preparando tendini e muscoli a sostenere i carichi della stagione. Sono settimane impegnative e bisogna essere bravi a gestire anche i classici piccoli fastidi della ripresa. Poi, durante l’anno, l’equilibrio tra lavoro con la palla e sala pesi dovrà essere gestito con grande attenzione: non si improvvisa nulla.»
Quanto ti odiano le ragazze durante le prime settimane di preparazione?
«Parecchio, penso! Ci alleneremo tanto e con grande intensità, quindi avranno modo di odiarmi fin da subito. E probabilmente continueranno durante l’anno, visto che sarò quello che le farà alzare presto o che magari piazzerà una seduta pesi nel giorno libero. Ho le spalle larghe: sono pronto!»
Valentina Succi: alimentazione e prestazione
La preparazione non passa soltanto dalla palestra e dai carichi di lavoro. Fin dai primi giorni anche l’alimentazione deve accompagnare le nuove esigenze fisiche delle atlete. A occuparsene è la nutrizionista Valentina Succi, in costante confronto con il resto dello staff.
Come si affronta dal punto di vista nutrizionale l’inizio di una nuova stagione e come evolve il lavoro nel corso dell’anno?
«Le prime settimane servono a conoscere le atlete e capire se hanno già una routine alimentare consolidata. Dove necessario, ne impostiamo una che permetta di avere le energie necessarie per gli allenamenti, insieme a una prima programmazione dell’integrazione. Il primo giorno vengono inoltre effettuate le “misure zero”, che ci forniscono un punto di partenza.
Durante la stagione proseguiamo con misurazioni e colloqui periodici: i feedback delle ragazze sulle energie e sulle sensazioni in allenamento e in partita ci permettono di adattare il percorso.»
Quanto viene personalizzato il piano nutrizionale?
«Si parte da una base comune, ma poi il percorso viene adattato alla storia e alle necessità di ogni atleta. Anche il ruolo può modificare le esigenze nutrizionali, quindi si arriva ad avere piani anche molto diversi tra loro.»
Quali sono le esigenze nutrizionali specifiche di una pallavolista?
«La pallavolo è uno sport intermittente, caratterizzato da gesti esplosivi. È quindi importante garantire le giuste fonti di carboidrati e, soprattutto in vista delle partite più impegnative, sufficienti riserve di glicogeno per sostenere lo sforzo.»
Qual è il consiglio che dai più spesso alle atlete?
«Può sembrare banale: riposare, avere una buona routine del sonno e bere molta, molta acqua.»
Lucia Ricci: conoscere, ascoltare e prevenire
Un altro tassello fondamentale è la fisioterapia. Le prime settimane servono a conoscere le condizioni delle singole atlete e accompagnare il progressivo aumento dei carichi. A raccontare questa fase è Lucia Ricci, presenza ormai consolidata dello staff sanitario Clai, che da questa stagione lavorerà al fianco di Alice Stella.
Qual è il tuo lavoro nelle prime settimane di preparazione?
«Partiamo con una vera e propria presa in carico. All’arrivo a Imola ogni atleta effettua una prima valutazione e un colloquio con me e Alice, così da conoscere le diverse fisicità e le necessità delle ragazze. In questa fase c’è poi molto lavoro di scarico legato alla ripresa dell’attività.»
Quali sono le zone più sollecitate in questa fase?
«È molto soggettivo: i distretti maggiormente sollecitati dipendono dalle caratteristiche e dal ruolo della singola giocatrice. Le prime settimane servono anche a conoscere questi aspetti.»
Quest’anno lavorerete in due: come vi dividerete la gestione delle atlete tu e Alice?
«Saremo complementari nelle giornate di presenza e ci divideremo equamente il carico di lavoro. Per anzianità rimarrò il punto di riferimento organizzativo per le diverse componenti sanitarie che ruotano attorno alle ragazze, ma il lavoro quotidiano sarà condiviso.»
Qual è la frase che senti più spesso dalle ragazze?
«Sicuramente: “Fisia, posso venire a scaricare?”. Anche se poi può assumere significati completamente diversi a seconda della situazione!»
Da 1 a 10, quanto ti ascoltano le atlete?
«Sono stata molto fortunata negli anni: ho incontrato grandi atlete e professioniste, sempre pronte a lavorare duro e bene. Quindi non posso proprio lamentarmi!»
Alice Stella: una nuova presenza nello staff
Accanto all’esperienza di Lucia, la stagione appena iniziata porta una novità: Alice Stella, fisioterapista laureata nel 2025 e alla sua prima esperienza all’interno di una squadra di pallavolo.
Parlaci un po’ di te: qual è stato il tuo percorso fino a qui?
«Lo sport ha sempre fatto parte della mia vita e oggi gioco a tennis a livello agonistico, oltre a praticare sci e vela. Ho frequentato il liceo scientifico sportivo e già allora sapevo di voler lavorare in questo ambito.
Mi sono laureata in Fisioterapia nel 2025 e ho subito iniziato a lavorare in ambulatorio. Durante gli studi ho inoltre sviluppato un grande interesse per la terapia manuale, che sto continuando ad approfondire.»
È la tua prima esperienza nella pallavolo: cosa ti incuriosisce maggiormente dal punto di vista professionale?
«Mi incuriosisce soprattutto la dimensione dello sport di squadra, dove la gestione delle atlete richiede un confronto continuo con tutto lo staff. Vorrei approfondire in particolare la gestione dell’atleta nelle diverse fasi dell’allenamento e della competizione.»
C’è un aspetto di questa nuova esperienza che ti stimola particolarmente?
«Essendo la mia prima esperienza all’interno di una squadra, ci sono tanti aspetti nuovi: dalla gestione delle atlete alla collaborazione con lo staff, fino alle partite e alle trasferte. Lavorare nello sport è sempre stato uno dei miei obiettivi e avere l’opportunità di farlo con una squadra di questo livello mi stimola a imparare il più possibile.»
Qual è il tuo obiettivo personale per questa stagione?
«Voglio fare più esperienza possibile e imparare tanto da Lucia, che conosce molto bene la squadra e questo ambiente, mettendo allo stesso tempo le mie competenze a disposizione delle ragazze.»
Come lavorerete insieme tu e Lucia?
«Ci divideremo il lavoro in base alle necessità delle atlete e ci alterneremo anche durante le partite. Per me sarà importante imparare dall’esperienza di Lucia e continuare parallelamente ad arricchire le mie competenze attraverso la formazione e il lavoro quotidiano.»
La prima settimana è soltanto l’inizio di un percorso che accompagnerà le ragazze fino all’ultima partita della stagione. Preparazione fisica, alimentazione, prevenzione e recupero procedono insieme e richiedono un confronto costante tra tutte le figure dello staff.
Mentre sul campo iniziano a ritrovarsi ritmo, automatismi e pallone, dietro le quinte si costruiscono giorno dopo giorno le condizioni per affrontare al meglio i mesi che verranno. Perché, anche lontano dalla rete, la stagione si prepara insieme.