Ci sono persone che, in una squadra, finiscono per rappresentare molto più del ruolo che ricoprono. Persone che, stagione dopo stagione, diventano un volto familiare, una guida, un punto di riferimento per tutti dentro e fuori dal campo. Per la Clai Imola, Alessia Mastrilli è stata tutto questo…e allo stesso tempo molto di più!
In questi quattro anni vissuti intensamente, prima da giocatrice e capitano, ed infine da team manager, Alessia ha accompagnato passo dopo passo la crescita del club in uno dei periodi più importanti della sua storia recente. Un percorso costruito con dedizione, leadership e un forte senso di appartenenza, qualità che l’hanno resa sempre di più una figura assolutamente imprescindibile per compagne, staff e società.
Con lei in campo, la Clai ha infatti saputo compiere passi decisivi nella sua personale scalata verso l’alto: dal terzo posto in serie B1 e la finale playoff del 2022/23 persa contro la VTB Bologna, fino alla straordinaria stagione 2023/24 culminata con la vittoria del campionato, il trionfo negli spareggi e la storica promozione in serie A2, campionato nel quale Alessia è stata poi assoluta protagonista nella stagione successiva (2024/25) culminata con un’emozionante salvezza. Una serie di risultati straordinari che senza dubbio hanno segnato una pagina indelebile per tutto l’ambiente imolese e per l’intero movimento sportivo cittadino.
Nell’ultima stagione, vissuta invece da team manager e quindi da un’altra prospettiva, “Ale” ha continuato ad essere una presenza fondamentale all’interno del gruppo della Clai, contribuendo personalmente alla conquista di un’altra fondamentale salvezza che ha confermato di nuovo il club tra le grandi realtà del volley italiano.
Il suo addio lascia inevitabilmente un vuoto importante, perché certe persone non si limitano a passare in una società…ne diventano parte integrante. Ecco perché il saluto ad Alessia Mastrilli non è soltanto la fine di un percorso sportivo vissuto in perfetta sinergia, ma un momento carico di emozione e gratitudine per tutto ciò che ha rappresentato, dentro e fuori dal taraflex, per la società santernina.
Un grazie sincero da parte di tutta la famiglia Clai per la professionalità, per il cuore messo ogni giorno, per la capacità di esserci sempre nei momenti importanti (e in quelli più complicati…) e per aver contribuito profondamente nello scrivere alcune delle pagine più belle della storia recente del nostro club.
Perché al di là dei risultati, delle vittorie e delle categorie conquistate, ciò che Alessia lascia a Imola è il segno umano e tangibile di chi ha saputo farsi voler bene ed apprezzare da tutti…e certi legami radicati, anche quando le strade si dividono per causa di forza maggiore, restano davvero per sempre…
Negli ultimi anni hai vissuto la Clai Imola Volley da tante prospettive diverse: giocatrice, capitano e team manager nell’ultima stagione. Se dovessi racchiudere tutto questo in un’unica emozione, quale sarebbe?
“Per me è difficile racchiudere questi quattro anni in un’unica emozione, ma credo che la parola più giusta sia “appartenenza”. Ho vissuto la Clai da tante prospettive diverse e non mi sono mai sentita solo un’atleta o una figura dello staff, ma una persona accolta, ascoltata e valorizzata in ogni singolo giorno. Quindi il sentimento che porto dentro quando penso a Imola e alla Clai è il senso di appartenenza a qualcosa che, in questi anni, è diventato per me casa”.
Quando ripensi al tuo percorso qui a Imola, qual è il ricordo che senti più “tuo”? C’è un momento particolare che ti porterai per sempre dentro?
“Quando ripenso al mio percorso qui a Imola, il ricordo che sento più mio è sicuramente l’ultima partita della scorsa stagione, giocata al PalaRuggi. È stato un momento fortissimo, difficile da spiegare a parole, perché dentro c’erano tantissime emozioni: l’affetto delle persone, il percorso vissuto e la consapevolezza di ciò che stavo lasciando. Ricordo il palazzetto, le compagne, il pubblico, gli abbracci a fine partita. In quel momento ho percepito davvero il legame che si era creato con la società, con la squadra e con tutta la città. È un ricordo che porterò sempre con me”.
Essere un punto di riferimento per squadra, società e tifosi comporta inevitabilmente tante responsabilità. Cosa ti ha lasciato umanamente questo ruolo così centrale che hai vissuto all’interno della famiglia Clai?
“Avere un ruolo così centrale all’interno della Clai mi ha lasciato tantissimo dal punto di vista umano. Negli anni ho capito quanto sia importante esserci non solo nei momenti belli e nelle vittorie, ma soprattutto nelle difficoltà, che sono la parte più difficile da saper gestire ed affrontare, cercando sempre di essere un punto di riferimento per le compagne, per le ragazze più giovani e per la società. Questa esperienza mi ha insegnato tanto sul valore della responsabilità, dell’ascolto e dell’equilibrio nei rapporti umani. Mi ha fatto crescere come persona ancora prima che come sportiva. La cosa che porterò con me più di tutto sono i legami creati con tante persone che fanno parte di tutta la Clai, partendo dal giovanile e arrivando fino alla serie A, e tutti quelli che ho conosciuto anche fuori dal campo; la fiducia reciproca, la stima e l’affetto costruiti nel tempo con tante persone che oggi considero parte della mia vita”.
Imola ormai è diventata una seconda casa per te, dove ci sono persone che ti stimano e che ti vogliono bene. Quanto è difficile salutare una città e un ambiente che ti hanno accompagnata per una parte così importante della tua vita?
“Salutare Imola non è per nulla semplice, perché in questi quattro anni si sono creati legami sinceri e amicizie vere dentro e fuori dal campo. Imola la considero a tutti gli effetti la mia seconda città e casa, ci ho vissuto benissimo, permettendomi anche di vivere nella massima tranquillità la mia quotidianità privata. Sarebbe stata sicuramente la città nella quale avrei costruito un futuro se la vita mi avesse costretto a rimanere lontana dall’Abruzzo ancora per un po’”.
Guardandoti indietro, qual è l’insegnamento più grande che ti lascia questa esperienza in Clai, sia come sportiva che come persona?
“Guardando indietro, l’insegnamento più grande che mi lascia questa esperienza in Clai è la crescita a 360 gradi, sia come sportiva che come persona. In campo ho vissuto campionati bellissimi, una promozione e anche l’ultima esperienza in Serie A, che per me è stata molto significativa. Fuori dal campo, Imola mi ha dato la possibilità di fare tante esperienze diverse: dal ruolo nello staff della Serie A al lavoro con le giovanili, fino all’esperienza da allenatrice nel CSI e all’insegnamento come supplente in alcune scuole. Tutto questo mi ha arricchita tantissimo e mi ha fatto capire quanto sia importante mettersi in gioco in contesti diversi, dando sempre il massimo e provando a lasciare qualcosa agli altri”.
Ora ti aspetta il ritorno nella tua Giulianova. Con quale stato d’animo guardi adesso al futuro prossimo e a cosa ti dedicherai prossimamente? Qualche progetto particolare?
“Dopo tanti anni lontana da Giulianova, tornare a casa è qualcosa che aspettavo e speravo da tempo. Sono partita a 19 anni per seguire la mia passione per la pallavolo e da allora ho sempre vissuto lontano, costruendo la mia vita in giro per l’Italia. L’esperienza a Imola è stata bellissima anche perché mi ha dato la possibilità di stare vicino al mio compagno e, grazie al recente suo trasferimento abbiamo oggi la possibilità di tornare a vivere nella nostra terra. Lo stato d’animo è quello di un ritorno alle origini…rivedere quotidianamente i nostri affetti, gli amici di una vita e vivere di nuovo la città in cui siamo cresciuti. In fondo, “casa è sempre casa”. Per il futuro prossimo ho un approccio molto sereno; ho imparato che non tutto si può programmare e che è importante vivere tutto passo dopo passo, con equilibrio. Nei prossimi mesi mi dedicherò alla colonia estiva, poi alla pallavolo e soprattutto al mondo della scuola che resta un ambito importante per me e in cui vorrei continuare a crescere e a lavorare. Un grandissimo GRAZIE Imola, mi mancherai”.