Arianna Gambini, libero bolognese classe 2005, è alla sua seconda stagione con la maglia della Clai Imola Volley. Dopo un anno di crescita passato al fianco di un esempio come Alessia Mastrilli, e culminato con una storica salvezza per il club santernino, Arianna si sta ora prendendo in prima persona le proprie responsabilità nel sestetto titolare voluto da coach Simone Bendandi.
Per lei una stagione vissuta da assoluta protagonista in serie A2 durante la quale sta mettendo in mostra tutte le sue indubbie qualità fuori e dentro dal campo. Andiamo a conoscerla meglio…
Che tipo di persona sei, Arianna? Come ti descriveresti a qualcuno che non ti conosce per nulla?
“Sono una persona molto determinata e umile. Avendo lo studio che occupa il resto del tempo in cui non mi alleno, l’organizzazione e la costanza diventano la chiave principale per fare questa vita”.
Quanto è importante per te giocare ad alto livello vicino a casa e circondata da tutti i tuoi affetti più stretti? Fa la differenza tutto ciò?
“Giocare vicino a casa mi permette di passare molto tempo con la mia famiglia e sono davvero grata per questo aspetto della mia vita. In ogni caso la distanza non è mai stata per me un limite, perché i miei genitori mi hanno sempre sostenuta anche da lontano e non mi hanno mai fatta sentire sola”.
C’è una partita speciale o un momento particolare della tua carriera che porterai per sempre dentro di te? Per quale motivo?
“La partita per me più importante è stata la finale del campionato Europeo con la nazionale juniores in Macedonia contro la Serbia, match che ci ha portato alla vittoria nella manifestazione. Ho potuto coronare il sogno che fino a quel giorno avevo sempre rincorso”.
Hai un sogno particolare o un obiettivo che ti piacerebbe realizzare nel tuo futuro prossimo, dentro o fuori dal campo?
“Sì, ma al momento rimane per me…ci vorrà ancora qualche anno, ma ho le idee chiare a tal proposito”.
Che consiglio daresti a una giovane atleta che sogna di intraprendere il tuo stesso percorso nel mondo della pallavolo?
“Lavora sempre con costanza e non arrenderti quando le cose andranno male, fa tutto parte del percorso”.
Come trascorri il (poco) tempo libero che hai a disposizione?
“Praticamente non ho tempo libero…e il poco che mi rimane lo trascorro in famiglia oppure riposando per ricaricare al meglio le batterie”.
C’è un oggetto in particolare che porti sempre con te, ovunque tu vada?
“L’iPad. Cerco di sfruttare ogni momento al meglio, per ottimizzare il tempo”.
Hai qualche rito speciale o abitudine che ripeti prima di ogni match della stagione?
“No, non sono per nulla scaramantica. Non voglio crearmi alibi inutili su cui aggrapparmi nel caso in cui le cose andassero bene o male”.
Prima delle partite di campionato, per cercare la concentrazione…musica a palla o silenzio totale? C’è qualche artista particolare che in quei momenti ti riesce a trasmettere un’energia particolare?
“È indifferente dal mio punto di vista. Avendo la concentrazione spostata interamente sulla partita, certe volte non sento neanche la musica che c’è in sottofondo al palazzetto”.
Appena terminata la partita, chi è la prima persona alla quale telefoni o mandi un messaggio?
“La mia mamma, per me è un punto di riferimento importante”.
Qual è la tua vacanza ideale? Se potessi partire ora, dove andresti nel mondo?
“Su un’isola deserta, da sola”.
Hai una passione o un hobby “insospettabile” fuori dall’ambiente sportivo?
“Al momento il mio tempo libero lo passo studiando, ma arriveranno i momenti in cui coltiverò i miei hobby. Adesso bisogna farsi le ossa”.
Se potessi uscire a cena con un personaggio noto del mondo dello sport, chi sceglieresti?
“Nicolò Martinenghi”.
Qual è la parola che meglio ti rappresenta, fuori e dentro dal campo?
“Sacrificio, perché fino ad ora ne ho fatti tanti…e così sarà ancora per un po’”.